Perché Transiti Energetici?

Monica Casadei, ideatrice del progetto, ci spiega l’unicità di questo corso di formazione. Monica, qual è il “sogno” di molti danzatori, che hai voluto rendere “possibile” attraverso il corso di formazione Transiti Energetici?

“Il “sogno” a cui mi sono ispirata non è il perfezionamento tecnico dell’interprete puro, ma l’affermazione della propria personalità nel panorama della danza, il vero sogno nel cassetto di molti danzatori. Diventare cioè, un giorno, autori e coreografi capaci di esprimere un’idea e un progetto artistico.”

Quindi, a chi si rivolge questo corso, completamente gratuito?

Se si cerca il puro corso di danza, con Transiti energetici si rischia addirittura di restare “delusi”. Ma se si è già fatta un po’ di esperienza sul palcoscenico, e ci si sente pronti per creare qualcosa di proprio, intendo dire proprio metterlo in piedi dall’inizio alla fine, questo è il corso giusto. Anzi, sono certa di poter dire che è praticamente unico, perché è pensato come una dispensa di strumenti e di conoscenze indispensabili alla nostra professione.

Come è nata l’idea?

Semplice, osservando quante energie i giovani coreografi sprecano per capire anche gli aspetti legislativi, burocratici, tecnici del mondo del teatro. Nessuno glielo insegna, ci vuole tanto tempo per entrare nel meccanismo. Noi facciamo anche di più, perché portiamo loro non solo nozioni teoriche ma anche le persone più influenti nel panorama della danza, direttori di teatri, festival, Circuiti e non solo che praticamente da ogni regione d’Italia hanno deciso di mettere la loro esperienza a disposizione dei corsisti.

Poi, sempre con lo sguardo alle giovani generazioni, il desiderio è anche quello di costruire un progetto consapevole e artisticamente di qualità.

Quindi non solo competenze organizzative e manageriali ma anche tanta danza?

Certo, innanzi tutto nel pacchetto delle lezioni frontali ci sarà spazio per storia e critica della danza, che servono a creare una maggiore consapevolezza. Poi, attraverso i moduli pratici (che occupano  il maggior numero di ore), faremo tanta improvvisazione e composizione coreografica e molte esperienza di contaminazione con le arti, come è nella mia natura e nell’esperienza della compagnia Artemis Danza. I performers si confronteranno con l’Arte visiva e la fotografia, la musica, le arti marziali e la meditazione, oltre all’esperienza di Danzanatura che aprirà il corso portando i ragazzi a danzare in luoghi unici, ben lontani dai comfort del palco o della sala prove.

Quando si inizia?

Per accedere al corso è necessario superare un’audizione e colloqui motivazionali. Poi, la partenza vera e propria sarà in ottobre e la conclusione a febbraio.

A proposito, anche la conclusione del corso non è scontata

Esatto, per completare tutto il percorso gli esiti dei laboratori prenderanno vita con performance aperte al pubblico, quasi una mini rassegna di cui i corsisti cureranno anche la realizzazione, l’organizzazione e la promozione, affiancati chiaramente dallo staff operativo di Artemis danza.

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