Sonia Schoonejans: Storia di un amore contagioso

Di SILVIA PEDERZANI

La storia non mi ha mai particolarmente attratta, ma non appena Sonia Schoonejans è entrata dalla porta con la sua passione e la sua dolcezza, è stato impossibile non rimanerne folgorati. Grazie al supporto dei suoi preziosi documentari “Un secolo di Danza”ci ha proposto il suo excursus storico dalla nascita del balletto nel 500 in Italia, finoad arrivare di corsa in sole due puntateagli anni ’70 e all’avvento della Judson Church. Dico “il suo excursus” perché era inevitabile che la sua personalità spiccasse dietro i racconti appassionati che lasciavano trasparire l’amore per il suo lavoro, e prima di tutto per la danza.

Con trasporto ci ha raccontato dei personaggi che hanno fatto la storia, dall’inizio del balletto classico all’interno delle corti Italiane, alla diffusione e allo sviluppo in Francia, fino all’esplosione in Russia. Lo sapevate che fu Baldassarre di Belgioioso che nel 1581 creò il primo vero e proprio balletto di corte?Un balletto che unisce musica, danza, poesia, macchine di scena, circo, giocoleria… ed era solo il 1500! Oppure che fu grazie a Re Luigi XIV che vennero inventate le 5 posizioni che noi danzatori tanto conosciamo (la sesta viene introdotta più avanti)? Egli spinse il suo maestro Pierre Beauchamp a scrivere il primo manuale del balletto classicorendendo la danza più tecnica, precisa e ordinata.

Ma sono tanti i nomi che da qui hanno proseguito la storia del balletto: Marie Camargo, Marie Sallé, Maria Taglioni, Fanny Elssler, Carlotta Grisi… E più si è andati avanti e più sono cresciute le regole e i canoni; con il Balletto Romantico vennero per esempio inventate le punte e il tutù, e venne data sempre più importanza alla donna, cosa che nel 600 era completamente diversa: oggi ci sembra strano pensarlo, ma per la maggior parte i ballerini erano uomini perché di potenza maggiore e più predisposti ai grandi salti; bastavano delle semplici maschere perché interpretassero ruoli femminili. Tra i nomi più significativi, non posso non citare in Russia Marius Petipaprima, ed Enrico Cecchettipoi, che aggiunsero nuovi vocaboli al dizionario già esistente della danza.

Per ora stiamo solo parlando del balletto classico. Forse vi starete chiedendo come si è arrivati alla danza come la conosciamo noi oggi…

La storia ci racconta di come le diverse situazione politiche, l’arte e la moda abbiano contribuito allo sviluppo di determinate correnti e di come nel tempo si sia sentita la necessità di creare nuovi linguaggi per esprimere la danza, rendendola sempre più professionale, tecnica, precisa, con dei canoni che, fortunatamente, non tutti hanno deciso di rispettare. È dalla rottura delle regole con l’avvento della danza moderna che sono nati i più grandi personaggi che hanno calcato le scene della danza per lo più internazionale. Merce Cunningham negli anni ’50, tanto per citarne uno (già inserito nella post-modern dance), che introdurrà il caso all’interno dei suoi spettacoli, lasciando ai dadi il compito di decidere come e cosa andrà in scena; ma prima ancora Rudolf Laban che si è domandato «Di che cosa è fatto il movimento?» ideando una propria teoria della danza; Kurt Joss con il suo “Tavolo Verde” del 1932, inno alla pace che mette in evidenza le drammatiche conseguenze della guerra. E poi ancora Pina Bausch, maggiore esponente della danza espressionista nella Germania degli anni ‘60, che oltre ai movimenti mette in scena i sentimenti, le emozioni, denuncia la solitudine, l’incominicabilità, la disperazione… fino ad arrivare agli anni ’70 con gli esponenti della Judson Churchche apre la danza agli spazi aperti, alla quotidianità.

Insomma, sono convinta che a questo punto i racconti di Sonia Schoonejans siano riusciti ad appassionare anche voi. Ma questo non era che un brevissimo assaggio di quella che veramente è stata la storia della danza. Vi consiglio i suoi documentari “Un secondo di Danza”, sono un buon punto di partenza!

P.s. No dai, ho tralasciato troppi nomi, poi mi sento in colpa! Vi lancio un’altra carrellata, così per vostra curiosità (l’ordine è puramente casuale): Djagilev, Fokin, Nižinskij, Massine, Nureyev, Balanchine, Ashton, Rambert, Béjart, Roland Petit, Wigman, Isadora Duncan, Ruth St. Denis, Martha Graham, Alvin Alley, Paul Taylor, Doris Humphrey, LimÓn, Yvonne Rainer, Trisha Brown, Steve Paxton, Lucinda Childs …ecc..

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